

Il luogo è dominato dal santuario di Apollo, il più importante della Grecia classica. Durante l'età micenea nel luogo vi era un santuario consacrato alla dea Gea (Terra) ma, secondo un racconto di Omero, il dio Apollo prese possesso del santuario, apparendo sotto forma di delfino: da qui deriva il nome Delfi e dall'ultimo millennio avanti Cristo inizia il nuovo culto di Apollo delfico. Il santuario di Delfi ebbe grande influenza nella politica e nelle guerre: le decisioni più importanti che segnarono la storia greca dipesero anche in buona parte dall'autorità religiosa di Apollo delfico, attraverso l'interpretazione dell'oracolo da parte dei sacerdoti.
Per i Greci antichi consultare l'oracolo di Delfi significava porre domande al dio Apollo, che rispondeva attraverso una sacerdotessa, chiamata Pizia. La cerimonia si svolgeva all'interno del tempio di Apollo, in una cella sotterranea: quando la Pizia era ispirata dalla divinità, i sacerdoti interpretavano le sue parole e i suoi gesti, scrivendo le risposte in versi o in prosa. All'inizio queste consultazioni avvenivano una volta all'anno. In età classica, quando l'oracolo aumentò la sua importanza, si tenevano anche una volta al mese, ma non in inverno, perché si credeva che in tale stagione Apollo lasciasse il santuario. L'importanza dell'oracolo e la sua influenza politica favorirono la crescita di Delfi: nella città vennero istituiti anche i giochi pitici o delfici, che si svolgevano ogni quattro anni e comprendevano, tra le altre competizioni, anche corse dei carri con cavalli, come testimonia la statua in bronzo dell'auriga di Delfi che ammiriamo nel bel museo vicino alle rovine.
Poco dopo l'introduzione alla visita, mentre iniziamo la via che ci conduce verso il tempio accade un fatto che ci disorienta per qualche minuto. Una turista cade da un'altezza di più di un metro. Alcuni vedono la scena, altri sentono solo la reazione spaventata. Maria Cristina si avvicina per un primissimo controllo. La signora provvidenziale non ha battuto la testa. Ci assicuriamo che sia assistita e poi proseguiamo il nostro cammino. Sapremo in seguito della frattura del ginocchio e del forzato rimpatrio in Polonia. L'episodio genera gli inevitabili commenti: distrazione, fotografie, sorpasso azzardato per raggiungere il gruppo, calzature non adatte... Ci riprendiamo dell'accaduto e continuiamo il cammino.
Il santuario è il luogo centrale di Delfi: qui avvenivano le consultazioni dell'oracolo e tutti i monumenti presenti nel complesso sacro riguardano il culto di Apollo. Il santuario è delimitato dal tèmenos ("recinto sacro") ed è attraversato dalla via sacra, che sale al tempio di Apollo. Lungo questa via lastricata, nel corso dei secoli, sono stati realizzati piccoli edifici sacri, edicole, colonne e statue, tutti caratterizzati dalla loro funzione votiva, per ringraziare cioè il dio Apollo dei consigli dati attraverso l'oracolo. I monumenti più importanti sono quelli donati dalle città in occasione di vittorie in battaglie: tra questi spicca il cosiddetto Tesoro degli Ateniesi, piccolo tempio dorico eretto a ricordo della battaglia di


La zona di Delfi è composta anche da altri luoghi legati al culto. In una gola laterale è posta la fonte Castalia: l'acqua era usata per le purificazioni sacre.
A poca distanza vi sono le terrazze di Marmarià, dove si trova il santuario dedicato ad Atena Pronaia. Dei cinque edifici che compongono questo santuario è di particolare importanza, per la sua originalità, la thòlos: si tratta di un tempio a pianta circolare con 20 colonne doriche esterne, alle quali corrispondono 10 colonne interne alla cella.
A poca distanza vi sono le terrazze di Marmarià, dove si trova il santuario dedicato ad Atena Pronaia. Dei cinque edifici che compongono questo santuario è di particolare importanza, per la sua originalità, la thòlos: si tratta di un tempio a pianta circolare con 20 colonne doriche esterne, alle quali corrispondono 10 colonne interne alla cella.


Fu fondato nel X secolo da San Luca lo Stiriota, che vi morì nel 953. Il monastero si erge in un luogo solitario alle pendici dell’Elicona, nella Focide, nei pressi della città di Stiris. Vi si custodiscono le reliquie del suo Santo fondatore, da cui prende il nome. La tomba del Santo è stata per secoli meta di pellegrinaggi.


Riprendiamo la strada che ci porta verso Atene.



Arriviamo all'Hotel Titaian, in una zona centrale della città, velocemente ci vengono assegnate le camere e ci diamo appuntamento per la cena. La sera diventa l'occasione per iniziare a conoscere le vie dell'antica città e i suoi monumenti: la Biblioteca Nazionale, l'Università, il Museo della Numismatica, il palazzo del Parlamento con il cambio della Guardia...
Un'altra straordinaria giornata, un dono speciale per noi, la gratitudine chiude nella preghiera anche questo giorno.
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