HO FATTO UN GRANDE SOGNO
Il
racconto - Dal cortile alla scuola
Don
Bosco riprende a farmi domande. «Hai detto che studi? Ti piace andare a
scuola?». Io rispondo prontamente: «Be’, forse dire che mi piace andare a
scuola è un po’ troppo! Diciamo che non mi dispiace! Anche se a volte mi pesa
tanto!».
Appena
mi esce di bocca l’ultima parola ci ritroviamo improvvisamente davanti alla mia
scuola! «Hai ragione nel dire che la scuola è fatica e che spesso ti pesa
doverci andare quotidianamente, ma questo è il tuo IMPEGNO!» si affretta a
rispondere. «Questo edificio», dice indicando la scuola davanti a noi, «ne ha visti
di ragazzi e ragazze entrare ogni giorno, curvi sotto il peso della cartella,
ma ancor più sotto il peso del proprio dovere quotidiano!». Poi conclude: «La
scuola ha senso se insegna ciò che è utile alla vita!».

«Tutto
vero, caro don Bosco; ma non è sempre interessante tutto quello che ci
propongono a scuola e, soprattutto, non sempre capisco a cosa mi possa servire
nella vita. Per esempio, la MATEMATICA: una volta che hai imparato a far di
conto, il resto a cosa serve... boh?». «Calma, calma, non è così automatico, ma
vedrai che crescendo scoprirai che la matematica può essere utile anche nella
vita di tutti i giorni. Pensa che ai miei tempi ho perfino scritto un libro per
insegnare il sistema metrico decimale ai miei ragazzi! Ma ciò che più conta, caro
amico mio, è che dalla scuola si devono apprendere delle nozioni, ma innanzi
tutto è importante imparare ad essere fedele al proprio dovere, a capire che
nelle attività che ci impegnano è necessario metterci dedizione, gusto nel fare
bene le cose, gioia amicizia, attenzione per gli altri!». Queste parole hanno
il potere, ancora una volta di sorprendermi e di farmi riflettere.
«Ritorna
su questa terra», mi dice il santo, «prendi questo sassolino, è consistente ma
leggero, proprio come i tuoi impegni sei li affronti nel modo giusto! Non
perderlo!». Anche questo finisce nella mia tasca.
Fare
il proprio dovere quotidiano
Quante
volte i grandi ti richiamano al tuo dovere, ma il rischio è che restino solo
belle parole! Come si può diventare capaci di vivere in maniera straordinaria
le cose di tutti i giorni?
Prova
a rispondere a queste domande:
-
Faccio ciò che mi è chiesto o scelgo solo quello che mi piace?
-
Quando vedo un bisogno, mi do da fare o penso che non tocca a me, che ci
penseranno altri?
Mi
prendo un impegno
Per me: mi
impegno ad essere al posto giusto, al momento giusto e nel modo giusto. Con l’aiuto
dei nonni, dei miei genitori, del don faccio ordine nelle mie giornate, dedicando il
giusto tempo alla scuola, alla mia famiglia e alle altre attività che vivo
abitualmente.
Per gli amici: aiuto un compagno o una compagna,
che fa fatica a scuola, facendo insieme i compiti.