domenica 29 marzo 2020
domenica 22 marzo 2020
domenica 15 marzo 2020
Novena San Giuseppe - Lettera a San Giuseppe
Caro San Giuseppe, scusami se approfitto della tua ospitalità e, con una audacia al limite della discrezione, mi fermo per una mezz’oretta nella tua bottega di falegname per scambiare quattro chiacchiere con te. Tu continua pure a piallare il tuo legno, mentre io, seduto su una panca, in mezzo ai trucioli che profumano di resine, ti affido le mie confidenze… Mio caro San Giuseppe, sono venuto qui per conoscerti meglio come sposo di Maria, come padre di Gesù e come capo di una famiglia per la quale hai consacrato tutta la tua vita. E ti dico che la formula di condivisione espressa da te come marito di una vergine, la trama di gratuità realizzata come padre del Cristo e lo stile di servizio messo in atto come responsabile della tua casa, mi hanno da sempre incuriosito, e mi piacerebbe capire in che misura questi paradigmi comportamentali siano trasferibili nella nostra “civiltà”.
Attraverso l’uscio socchiuso, scorgo di là Maria intenta a ricamare un panno bellissimo, senza cuciture, tessuto tutto d’un pezzo da cima a fondo. Probabilmente è la tunica di Gesù per quando sarà grande. Quando tuo figlio indosserà quella tunica, lui, l’eterno, si sentirà le spalle amorosamente protette dal fragile tempo di sua Madre.
Dimmi, Giuseppe, quand’è che hai conosciuto Maria? Forse un mattino di primavera, mentre tornava dalla fontana del villaggio con l’anfora sul capo? O forse un giorno di sabato, mentre con le fanciulle di Nazareth conversava in disparte sotto l’arco della sinagoga? … Ti ha parlato di Jahvé. Di un angelo del Signore. Di un mistero nascosto nei secoli e ora nascosto nel suo grembo. Di un progetto più grande dell’universo e più alto del firmamento che vi sovrastava. Fu allora che le dicesti tremando: «Per te, rinuncio volentieri ai miei piani. Voglio condividere i tuoi, Maria. Purché mi faccia stare con te». Lei ti rispose di sì, e tu le sfiorasti il grembo con una carezza: era la tua prima benedizione sulla Chiesa nascente.
Hai avuto più coraggio tu a condividere il progetto di Maria, di quanto ne abbia avuto lei a condividere il progetto del Signore. Lei ha puntato tutto sull’onnipotenza del Creatore. Tu hai scommesso tutto sulla fragilità di una creatura. Lei ha avuto più fede, ma tu hai avuto più speranza. La carità ha fatto il resto, in te e in lei. Non hai chiesto nulla per te; non per orgoglio ma per sovraccarico d’amore.
Ora Giuseppe… sta arrivando una donna dal forno. Ecco, ti ha portato del pane, e la bottega si è subito riempita di fragranza… Si direbbe che il pane, più che nutrire, è nato per essere condiviso. Con gli amici, con i poveri, con i pellegrini, con gli ospiti di passaggio. Spezzato sulla tavola, cementa la comunione dei commensali. Deposto nel fondo di una bisaccia, riconcilia il viandante con la vita. Offerto in elemosina al mendico, gli regala un’esperienza, sia pur fugace, di fraternità. Donato a chi bussa di notte nel bisogno, oltre a quella dello stomaco, placa anche la fame dello spirito che è fame di solidarietà. Un giorno anche tuo figlio lo spezzerà, prima di morire e la speranza traboccherà sulla terra. Spezza anche per me un po’ di quel pane. Dopo il pane, ecco ti portano il vino. Un giorno tuo figlio lo farà scorrere sulle mense dei poveri e sceglierà il succo della vite come sacramento del sabato eterno. Dammene un po’ e dammi anche un po’ d’acqua pura della fonte. Quando tuo figlio la userà per lavare i piedi ai suoi amici, diverrà il simbolo di un servizio d’amore, spiegazione segreta della condivisione, della gratuità, della festa.
Caro San Giuseppe, il mio incontenibile bisogno di senso ha trovato rifugio e risposte presso di te. Gli echi di questa ricerca di autenticità ancora si diffondono nel nostro tempo. E – ne siamo certi – continuano a giungere fino a te.
Tonino Bello, La carezza di Dio. Lettera a Giuseppe, Edizioni La Meridiana 1997
venerdì 13 marzo 2020
Novena San Giuseppe - 13 marzo 2020
| San Giuseppe - Parrocchia Santi Ilario e Remigio in Figliaro |
SOGNANDO UNA CASA
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: "Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nella terra d'Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino". Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d'Israele. (Mt 2,13)
La patria, la terra dei padri. L'odore di casa, i sapori dei cibi, i profumi del proprio paese, i canti della preghiera. Quante volte Giuseppe e Maria avranno provato la nostalgia di casa, sognando di farvi ritorno.
Solo chi vive a lungo lontano può capire cosa significhi tutto ciò.
Quanti, come Giuseppe, sognano, progettano, sperano in una possibilità di fuga! Quanti “Erode” ogni giorno minacciano la vita e il futuro sereno dei figli di ogni uomo e donna di questo mondo. Giuseppe riceve un’altra grande intuizione e decide di fuggire.
Solo chi vive a lungo lontano può capire cosa significhi tutto ciò.
Quanti, come Giuseppe, sognano, progettano, sperano in una possibilità di fuga! Quanti “Erode” ogni giorno minacciano la vita e il futuro sereno dei figli di ogni uomo e donna di questo mondo. Giuseppe riceve un’altra grande intuizione e decide di fuggire.
Dalla “Redemptoris Custos” di San Giovanni Paolo II
Si può dire che quello che Giuseppe fece lo unì in modo del tutto speciale alla fede di Maria: egli accettò come verità proveniente da Dio ciò che ella aveva già accettato nell'Annunciazione. Il Concilio insegna: «A Dio che rivela è dovuta "l'obbedienza della fede", per la quale l'uomo si abbandona totalmente e liberamente a Dio, prestandogli il "pieno ossequio dell'intelletto e della volontà" e assentendo volontariamente alla rivelazione da lui fatta». La frase sopracitata, che tocca l'essenza stessa della fede, si applica perfettamente a Giuseppe di Nazaret.
Egli, pertanto, divenne un singolare depositario del mistero «nascosto da secoli nella mente di Dio», come lo divenne Maria, in quel momento decisivo che dall'Apostolo è chiamato «la pienezza del tempo», allorché «Dio mandò il suo Figlio, nato da donna» per «riscattare coloro che erano sotto la legge», perché «ricevessero l'adozione a figli»
Glorioso san Giuseppe, prega per noi!
giovedì 12 marzo 2020
Novena san Giuseppe - 12 marzo 2020
mercoledì 11 marzo 2020
Novena San Giuseppe - 11 marzo 2020
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| San Giuseppe - Parrocchia Santi Pietro e Paolo in Beregazzo |
SOGNANDO NELLA PAURE
L’Angelo gli disse:
«Giuseppe, figlio di Davide, non temere» (Mt1,20)
Giuseppe ha paura perché è un uomo. Teme di essere stato tradito da Maria. Teme di iniziare una famiglia con una donna così. Teme ancor più di esporre Maria alla condanna a morte denunciandola per adulterio. Cerca una soluzione che salvi la donna che ama. La soluzione arriva come una fulminea intuizione nel sonno. Anche nelle paure è possibile trovare la via d’uscita.
Dalla “Redemptoris Custos” di San Giovanni Paolo II
Nel corso della sua vita, che fu una peregrinazione nella fede, Giuseppe, come Maria, rimase fedele sino alla fine alla chiamata di Dio. La vita di lei fu il compimento sino in fondo di quel primo «fiat» pronunciato al momento dell’Annunciazione, mentre Giuseppe al momento della sua «annunciazione» non proferì alcuna parola: semplicemente egli «fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore».
E questo primo «fece» divenne l’inizio della «via di Giuseppe». Lungo questa via i Vangeli non annotano alcuna parola detta da lui. Ma il silenzio di Giuseppe ha una speciale eloquenza: grazie ad esso si può leggere pienamente la verità contenuta nel giudizio che di lui dà il Vangelo: il «giusto».
Bisogna saper leggere questa verità, perché vi è contenuta una delle più importanti testimonianze circa l’uomo e la sua vocazione. Il sacrificio totale, che Giuseppe fece di tutta la sua esistenza alle esigenze della venuta del Messia nella propria casa, trova la ragione adeguata nella «sua insondabile vita interiore, dalla quale vengono a lui ordini e conforti singolarissimi, e derivano a lui la logica e la forza, propria delle anime semplici e limpide, delle grandi decisioni».
Glorioso San Giuseppe, prega per noi!
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